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La sostenibilità economica alla base dello sviluppo



La sostenibilità economica alla base dello sviluppo
Sostenibilità

22/02/2022

Secondo un’indagine di Norstat Italia (azienda specializzata nella raccolta di dati) per Green Media Lab, meno del 30% dei cittadini italiani pensa a tematiche economiche quando si parla di sostenibilità.

Nei precedenti articoli pubblicati sul nostro blog abbiamo parlato di sostenibilità ambientale, elencando e descrivendo nel dettaglio i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu e della sostenibilità sociale, evidenziando le maggiori disuguaglianze che caratterizzano i Paesi del mondo. È per questo motivo che nel seguente articolo andremo a capire perché si deve intraprendere una strada più sostenibile anche per quanto riguarda l’aspetto economico.

Ecco i punti principali che tratteremo di seguito:

Cosa si intende quando si parla di sostenibilità

Quando si pronuncia la parola «sostenibilità» il primo collegamento che crea la nostra mente è con la parola «ambiente». Le tematiche che riguardano la salvaguardia del Pianeta sono ritenute importanti dal 64,7% degli italiani, mentre a grande distanza ci sono le tematiche sociali e infine quelle economiche.

Forse è l’effetto Greta Thunberg o forse è la sensazione che mentre con piccoli gesti quotidiani si può fare qualcosa di concreto per aiutare il Pianeta, il problema economico è più distante da noi.

Ed è per questo che stando ai dati analizzati su un campione di mille persone in merito ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030 che vengono reputati più importanti, solo una bassa percentuale di persone nomina la crescita economica, l’industria, l’innovazione e le infrastrutture.

Un altro dato davvero significativo è che nel campione analizzato solo un italiano su 4 conosce gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU (SDGs- Sustainable Development Goals). Tra i più informati ci sono i ragazzi della “Generazione Z” che fanno parte del segmento più istruito della popolazione.

I canali che diffondono informazioni sulla sostenibilità sono in primo luogo i mezzi tradizionali (49,9% televisione e la stampa), il web (34,6%) e infine i social media (24,9%).

L’85,8% delle persone conosce almeno un obiettivo fra i 17 Goals. Tuttavia, circa due milioni di persone hanno dichiarato di non essere interessati alle tematiche inerenti alla sostenibilità e al Pianeta e circa ⅓ di loro ha dichiarato di non adottare comportamenti ecosostenibili perché costa troppo.

Nel grafico seguente riportiamo, in percentuale, l’importanza che le persone danno ai singoli obiettivi dell’ONU:

Perché è fondamentale un’economia più sostenibile

La sostenibilità economica è la base dello sviluppo sostenibile. Già a partire dagli anni ‘70 si iniziò a parlare di una crescita economica legata al rispetto dell’ecosistema, tuttavia, solo nel 1987 la Commissione Indipendente sull’Ambiente e lo Sviluppo (World Commission on Environment and Development) ha dichiarato che «l’umanità ha la possibilità di rendere sostenibile lo sviluppo, cioè di far sì che esso soddisfi i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i loro bisogni».

La sostenibilità economica può essere definita come la capacità di un sistema economico di generare reddito e lavoro per il sostentamento delle popolazioni. 

Per questo motivo la sostenibilità economica è alla base di qualsiasi macro ambito di sostenibilità, sia che riguardi la salvaguardia del capitale economico, sia umano, sociale e naturale. Questo perché il principio di ogni sviluppo deve essere quello di garantire alle generazioni future la stessa disponibilità di risorse che abbiamo attualmente, seguendo un principio di equità.

La sostenibilità è un processo continuo e le tre dimensioni principali (società, economia e ambiente) sono strettamente legate fra di loro e non possono essere analizzate singolarmente. Se intraprendendo una strategia economica (per un maggiore profitto) non si fa attenzione alla sfera umana e ambientale non si può raggiungere uno sviluppo sostenibile.

La sostenibilità economica e l’economia circolare

L’economia sostenibile è una tipologia di economia che prevede che lo sviluppo della società sia perseguito basandosi su un concetto di sostenibilità sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista sociale e ambientale.

Le risorse utilizzate per sostenere il nostro sviluppo economico devono potersi rigenerare per essere disponibili anche per le generazioni future. 

Nell’economia sostenibile è il patrimonio mondiale il fulcro ed il motore dello sviluppo sociale e questo patrimonio non si basa solo sulle risorse ambientali ma riguarda ogni forma di diversità presente sulla Terra, a partire da quella culturale.

Quindi, il concetto alla base dell’economia sostenibile è la capacità indispensabile del “sistema Terra” di ripristinare le energie che sono state utilizzate in un determinato periodo per garantirle anche a chi ne avrà bisogno in futuro.

È in questo momento che entra in gioco il concetto di economia circolare. 

Per capire cosa si intende per “economia circolare” dobbiamo tornare al 1976, quando in una rapporto presentato alla Commissione europea, dal titolo “The Potential for Substituting Manpower for Energy”, Walter Stahel e Genevieve Reday spiegarono la loro idea di un’economia circolare e il suo impatto sulla creazione di posti di lavoro, risparmio di risorse e riduzione dei rifiuti.

«In un’economia circolare, il valore dei prodotti e dei materiali è mantenuto il più a lungo possibile. I rifiuti e l’utilizzo di risorse sono minimizzati , e quando un prodotto raggiunge il fine vita, viene utilizzato nuovamente per creare nuovo valore».

Di seguito elenchiamo i pilastri su cui si fonda l’economia circolare:

  • Impiegare poche risorse a monte del processo produttivo e limitare la produzione di nuova materia prima riciclando quella già esistente
  • Minimizzare la produzione di rifiuti (di prodotti/energia che vengono eliminati o sprecati)
  • Mantenere più a lungo possibile nel circolo produttivo i singoli materiali

I modelli di business circolare tengono conto non solo dell’impatto sull’ambiente ma anche del fattore economico e di business, per questo si può affermare che l’economia circolare non coincide con la green economy. 

Inoltre, l’economia circolare produce dei benefici anche sulla continuità operativa aziendale, questo perché la scarsità delle materie prime, l’oscillazione improvvisa dei prezzi delle materie ed eventuali interruzioni della fornitura (come è successo nel caso della nave cargo Evergreen rimasta bloccata nel canale di Suez) rendono il modello di economia lineare instabile e per niente sicuro.

Inevitabilmente, l’economia circolare produce dei vantaggi (sociali, economici e ambientali) su tutta la filiera produttiva, stimolando una crescita e un miglioramento continuo di tutte le fasi produttive, quella di progettazione, produzione, distribuzione, consumo, raccolta, riciclo etc. 

L’attuale modello economico si è basato per decenni sulla produzione di nuove materie prime per far circolare il mondo e l’economia, provocando enormi rischi a livello ambientale e generando continue problematiche sociali.

Tuttavia, limitare la dipendenza dalla produzione di nuova materia prima, utilizzando e mettendo in circolo nuovamente materiali già usati, limita fortemente i rischi sopraelencati.

Come affrontare la sostenibilità economica aziendale partendo dalla conoscenza

Per le PMI la sostenibilità è una sfida. Oggi, ogni impresa italiana ha l’obbligo di ripensare alle scelte industriali del passato per cogliere le opportunità strategiche connesse alla sostenibilità.

È necessario conoscere come vengono prodotte le materie prime alla base della nostra industria manifatturiera e quali sono le condizioni di lavoro che possono essere ritenute accettabili. È importante ragionare in termini di impatto ambientale sia sulla propria catena di rifornimento sia sulla catena di distribuzione dei prodotti venduti e dei servizi offerti.

Per questo motivo la nuova strategia industriale dell’Unione Europea sostiene la crescita sostenibile delle PMI attraverso una serie di obiettivi da perseguire e attraverso alcuni fondi monetari:

  • rivitalizzare i territori che dipendono dai combustibili fossili utilizzando il Fondo per una transizione giusta, che fa parte del piano finanziario dell’UE per il clima;
  • garantire che i sussidi dell’UE siano indirizzati alle società sostenibili dal punto di vista ambientale e potenziare il finanziamento sostenibile alle aziende nel processo di decarbonizzazione;
  • utilizzare il meccanismo Border Carbon Adjustments (meccanismo di adeguamento della produzione di CO2)  per proteggere le imprese e i posti di lavoro della UE dalla concorrenza internazionale sleale;
  • sviluppare l’economia circolare, privilegiando l’efficienza e il risparmio energetico e le tecnologie delle energie rinnovabili;
  • utilizzare il gas naturale e l’idrogeno come potenziale innovazione tecnologica;
  • investire nell’intelligenza artificiale e implementare un mercato unico europeo dei dati e del digitale, definire standard europei sulla cybersecurity;
  • investire di più in ricerca e sviluppo;
  • rivedere le regole antitrust UE per garantire la competitività globale.

Per affrontare adeguatamente la sostenibilità economica aziendale, le imprese devono scontrarsi prima con un altro fattore che ostacola lo sviluppo sostenibile: la mancanza di conoscenza.

Uno studio di BCG (una multinazionale statunitense di consulenza strategica) ha messo in evidenza che il 90% dei dirigenti d’azienda intervistati ritengono importante il concetto di sostenibilità, il 60% di loro incorporano la sostenibilità nella propria strategia aziendale, il 25% di loro la incorporano nel proprio modello di business.

Uno dei principali problemi per perseguire uno sviluppo aziendale basato sulla sostenibilità è il non sapere da dove partire

Siamo arrivati a un punto di non ritorno, forse a breve non ci sarà più tempo per iniziare. 

Per questo motivo noi di Web To Emotions abbiamo deciso di prendere parte al cambiamento diventando Società Benefit e ponendoci come obiettivo quello di prendere la certificazione B-Corp entro il 2022.

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